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- La rappresentazione teatrale Iliade. Il gioco degli dèi è in programmazione in questi giorni a Piacenza e nelle prossime settimane in diverse città italiane.
- Il cast include attori come Alessio Boni e Antonella Attili, con la regia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni e Marcello Prayer.
- Lo spettacolo è stato in augurato in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023.
L’Iliade, uno dei capolavori della poesia epica occidentale, torna a vivere in teatro attraverso Iliade. Il gioco degli dèi. Lo spettacolo, in questi giorni a Piacenza e nelle prossime settimane in diverse città italiane, si propone di rileggere il poema omerico con uno sguardo contemporaneo. La produzione, firmata da Nuovo Teatro in collaborazione con enti teatrali di rilievo come la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, è stata accolta finora molto positivamente dal pubblico e dalla critica.
Il gruppo di attori, capeggiato da Alessio Boni e Antonella Attili, include talenti come Haroun Fall, Jun Ichikawa, Liliana Massari, Francesco Meoni, Elena Nico e Marcello Prayer. La regia è affidata a Roberto Aldorasi, Alessio Boni e Marcello Prayer, mentre la scenografia è curata da Massimo Troncanetti. Le musiche originali di Francesco Forni e i costumi di Francesco Esposito contribuiscono a creare un’atmosfera che intreccia mito e realtà.
La modernità dell’Iliade a teatro
Iliade. Il gioco degli dèi non è solo una rappresentazione del mito di Troia, ma un’opera che invita a riflettere sulle contraddizioni della società moderna. La guerra di Troia viene narrata come un conflitto che veste caratteri universali, dove l’etica di prevalenza e il timore dell’oppositore surclassano equità e consapevolezza umana. Gli uomini sono guidati dalle divinità e dal destino, privi di possibilità di decisione e responsabilità, in un’epoca arcaica che si rispecchia nella modernità. Questo adattamento, oltre a portare la firma di Francesco Niccolini a livello di testo, si innesta in lavori artistici già contrassegnati dalle riletture di classici come I duellanti e Don Chisciotte da parte del medesimo team. La produzione è un esempio di come il teatro possa essere un mezzo potente per rivitalizzare temi eterni e attuali, offrendo al pubblico una nuova prospettiva su questioni cruciali come libertà e la responsabilità.
L’accoglienza del pubblico
La rappresentazione è stata inaugurata in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, un evento che ha sottolineato l’importanza della cultura e del teatro come strumenti di riflessione e crescita collettiva. Da allora, l’Iliade a teatro ha ricevuto applausi a scena aperta dovunque è stato messo in scena, tra cui quelli di Ragusa e Piacenza, dimostrando l’efficacia di una formula in grado di rendere attuale un grande classico della letteratura.
Il pubblico ha apprezzato non solo la qualità delle interpretazioni e della regia, ma anche la capacità dello spettacolo di stimolare una riflessione profonda sulle dinamiche del potere e della guerra. Temi che risuonano con particolare forza nel contesto contemporaneo. La produzione ha saputo coniugare la tradizione epica con una sensibilità moderna, facendo in modo che la rappresentazione fosse al contempo un omaggio al passato e una critica del presente.
Per orientarsi fra testo e contesto
Iliade. Il gioco degli dèi è un esempio di come il teatro possa fungere da specchio per la società, riflettendo le sue paure e le sue speranze. L’opera invita a considerare in che modo si esercitino libertà e responsabilità. Aspetti fondamentali non solo nel contesto del mito omerico, ma anche nella nostra vita quotidiana.
Per chi è interessato ad approfondire il confronto fra testo e trasposizione teatrale, la lettura di una delle tante edizioni dell’opera disponibili potrebbe risultare illuminante. C’è solo l’imbarazzo della scelta su quelle attualmente in commercio. Inoltre, è interessante vedere anche come nella cinematografia l’epica omerica è stata interpretata o sarà interpretata (siamo in attesa di vedere l’Odissea di Christopher Nolan). Solo per fare un esempio, il film Elena di Troia del 1956, diretto da Robert Wise, vide la co-regia di Sergio Leone. Anticipando, forse, la grandezza del suo affresco sul mito del West.