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- Orfeo in paradiso di Luigi Santucci, pubblicato per la prima volta nel 1967, torna in una veste rinnovata negli Oscar Mondadori.
- Nel romanzo il protagonista vive un viaggio temporale nella Milano del 1892 e assiste a eventi storici come la rivolta del pane del 1898.
- Il libro ancora oggi funge da provocazione sul significato dell’amore e della perdita, temi che Santucci affronta con grande sensibilità.
Orfeo in paradiso di Luigi Santucci torna in libreria in una nuova edizione degli Oscar Mondadori. Il romanzo, originariamente pubblicato nel 1967 e vincitore del Premio Campiello nello stesso anno, intreccia il mito faustiano con una profonda riflessione esistenziale. Ambientato tra le guglie del Duomo di Milano, il racconto si apre con il protagonista, Orfeo, che contempla il suicidio dopo la perdita della madre. Ma un incontro inaspettato con un enigmatico personaggio, Monsieur des Oiseaux, dà a Orfeo la possibilità di un viaggio nel passato, un’opportunità per rivivere la giovinezza della madre e affrontare il dolore in modo inusuale.
Orfeo in paradiso e la ricerca di significato
La trama di Orfeo in paradiso si sviluppa attorno a un tema universale: il patto faustiano. Orfeo, spinto dal dolore, accetta l’offerta di Monsieur des Oiseaux di tornare indietro nel tempo, senza comprendere appieno le implicazioni di questo accordo. L’opera di Santucci mette al centro la tensione tra il desiderio di riavere ciò che si è perduto e la consapevolezza che ogni azione porta con sé delle conseguenze. In questo viaggio temporale, Orfeo si ritrova nella Milano del 1892, un’epoca di carrozze e tram elettrici, dove assiste alla vita della madre e della sua famiglia. Tuttavia, nonostante la possibilità di osservare e interagire, Orfeo è impotente di fronte all’inevitabilità del destino.

La ricostruzione storica in Orfeo in paradiso
La narrazione di Santucci è arricchita da un’attenta ricostruzione storica. Gli eventi che Orfeo osserva, come la rivolta del pane del 1898 e la prima guerra mondiale, sono descritti con precisione e partecipazione emotiva. Questi avvenimenti storici fungono da sfondo per un’indagine più profonda sul significato dell’amore, del tempo e della fede. Attraverso il dialogo con personaggi come Don Pasqua, un prete erborista, il romanzo esplora la tensione tra il bene e il male, la libertà e il destino. Orfeo, pur vivendo in un “paradiso” temporale, si confronta con domande esistenziali che non trovano facile risposta.
Per orientarsi fra testo e contesto
Orfeo in paradiso è un romanzo che, a quasi sessant’anni dalla sua pubblicazione, conserva ancora una certa genuinità di invenzione. Luigi Santucci, con la sua scrittura evocativa e poetica, propone un viaggio che è tanto interiore quanto esteriore. La sua capacità di intrecciare il mito con la realtà storica e personale rende questo libro emblematico e colloca Santucci tra i romanzieri che hanno provato a portare in Italia il mito che deve la sua fama al dramma di Goethe. La nuova edizione degli Oscar Mondadori è dunque l’opportunità di riscoprire un autore che, nonostante l’oblio di questi anni, merita di essere recuperato per la sua profondità e originalità.
Orfeo in paradiso è una provocazione sul significato dell’amore e della perdita, temi che Santucci affronta con grande sensibilità. La sua opera suggerisce che, sebbene il tempo e il destino possano sembrare ineluttabili, l’amore ha il potere di trascendere le barriere temporali. Rileggere Santucci oggi significa non solo riscoprire un grande autore, ma anche confrontarsi con domande che continuano a risuonare nell’anima di ciascuno di noi.