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- Il romanzo Il male maschio di Enrico Dal Buono è un’indagine sulla mascolinità contemporanea.
- Il protagonista, Andrea Occasi, è un anestesista di quarantanove anni che vive una trama fatta d’amore, violenza e rimorsi morali.
- Il libro si svolge in una Milano moderna, tra Brera e i giardini Montanelli, che diventa uno dei protagonisti principali.
Enrico Dal Buono firma il suo quarto romanzo, Il male maschio, uscito a febbraio per La Nave di Teseo. Il libro indaga sulla fragilità insita nella condizione virile: i personaggi incarnano simultaneamente l’aspetto oppressivo del carnefice e quello desolante della vittima. Sotto questa ottica deve essere letta anche la copertina impreziosita dal dipinto Lovemaking di Egon Schiele. Una iconografia che funge non solo da immagine accompagnatoria, ma anche come potente emblema della condizione esplorata nel testo.
Il racconto segue le vicende di Andrea Occasi, anestesista quarantanovenne coinvolto in una trama fatta d’amore intenso ma anche intrisa di violenza e di rimorsi morali. Andrea è il simbolo del contrasto tra voglia carnale ed esigenza redentiva. Il suo stesso nome richiama la radice greca ἀνήρ, ἀνδρός che indica l’uomo con riferimento alla mascolinità. I rapporti che Andrea intreccia con figure femminili quali Iaia e Yaya diventano specchi deformanti attraverso cui emerge il dramma dell’attrazione contorta rispetto alle tentazioni del tradimento.
Nella sua incessante ricerca di comprensione, Andrea si sforza di affrontare le intricate sfide della vita impiegando i principi della chimica. Le sue emozioni vengono così rielaborate in una sorta di cocktail scientifico in base all’idea che ogni sentimento possa essere ridotto a reazioni chimiche controllabili. Eppure, malgrado questo approccio analitico e metodico, il protagonista non può evitare il tormento e il dolore derivanti dalla perdita.
La complessità delle relazioni umane
Il romanzo di Dal Buono analizza meticolosamente le dinamiche delle relazioni umane, evidenziando la vulnerabilità dei sentimenti, nonché quella sottile barriera che si frappone tra giustizia e immoralità. Il protagonista vive un’infrazione nei confronti della fidanzata Iaia. Allorché viene smascherato, deve affrontare il tumulto generato dalle sue scelte sbagliate. La crisi affettiva con Iaia spinge Andrea verso una rivalutazione dei legami familiari. In particolare sua madre incarna una figura che, nonostante i dissidi, non ha mai smesso di volergli bene. Tanto che la sua morte improvvisa trascina Andrea nel baratro della depressione mescolata a un profondo senso di colpa. È a causa di queste circostanze che Andrea è spinto a immergersi nei meandri oscuri delle sue inquietudini.
A cambiare radicalmente le carte in tavola ci pensa Yaya. Si tratta di una figura enigmatica e attraente, che propone ad Andrea nuovi canoni amorosi imperniati sulla necessità della sincerità totale. Non solo. Laddove manchi questo ideale, Yaya infligge severe penitenze ad Andrea, rendendo evidente come l’amore possa essere paradossalmente contornato da punizioni “educative”.
Un ritratto di Milano e della crisi maschile
Il male maschio è ambientato a Milano. La stessa città in cui si svolgono le vicende raccontate (ma dal punto di vista femminile) in Materiali resistenti di Francesca Marzia Esposito. In entrambe le opere la metropoli è descritta come se fosse uno dei protagonisti principali. Gli eventi del libro di Dal Buono si snodano fra Brera e i giardini Montanelli. Qui locali chic coesistono con incontri fortuiti all’ombra di edifici scintillanti. Su questo sfondo, Andrea deve affrontare il dramma della sua mascolinità in crisi: una metamorfosi rivelatrice dei cambiamenti epocali rispetto al concetto tradizionale del pater familias.
L’autore utilizza uno stile affilato per esprimere sentimenti articolati. Ogni periodo affonda nelle sfumature senza mai cadere nella superficialità, così da suscitare un distacco critico riguardo all’ambiguità morale al centro dell’opera. Con toni che fanno ricorso spesso all’umorismo nero, che risale ai sommi narratori russi, ritroviamo nel romanzo anche echi delle suggestioni visive polanskiane unite a divagazioni beckettiane.
Per orientarsi fra testo e contesto
Il male maschio intende essere un’indagine sulle relazioni amorose mescolate alla violenza. Con uno stile incisivo ed irriverente, l’autore combina eredità culturale con nuove prospettive. Enrico Dal Buono aveva già dimostrato il suo talento nelle opere precedenti come La vita nana (2015) e Siete tutti perdonati. Ora, Il male maschio è un itinerario nelle emozioni umane e nelle contraddizioni, alla ricerca di una sintesi tra bene e male, tra colpa e redenzione. In tal senso, l’esperienza di Andrea Occasi è una sorta di wake-up call per ciascuno. Una provocazione ad andare oltre la superficie esteriore a cui spesso ci si ferma nelle interazioni umane.