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A Bologna una mostra “monumentale” su Georges Simenon

Nel capoluogo emiliano, una retrospettiva sul padre del commissario Maigret aperta al pubblico dal 10 aprile 2025 all’8 febbraio 2026.
  • Una mostra imponente a Bologna, dal 10 aprile 2025 all’8 febbraio 2026, celebra Georges Simenon.
  • L'esposizione occupa 1300 metri quadrati e presenta 856 documenti, molti dei quali inediti, e 900 fotografie proiettate su schermi giganti.
  • La curatela della mostra si deve al direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, e a John Simenon, figlio dello scrittore.

A Georges Simenon, padre del leggendario commissario Maigret, è dedicata la mostra che aprirà i battenti il 10 aprile 2025 e resterà visitabile fino all’8 febbraio 2026. L’esposizione, dal titolo “Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere”, troverà spazio nella Galleria Modernissimo di Bologna, un’area eventi creata nel sottopassaggio di via Emilia, vicino a Piazza Maggiore, inaugurata nel 2023 con la riapertura dell’omonimo cinema.

Sotto la curatela del direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, e di John Simenon, primogenito della seconda moglie dello scrittore, la mostra è un percorso alla scoperta delle sfaccettature di un autore che ha saputo conquistare un pubblico vastissimo in tutto il mondo. John Simenon ha confessato di aver iniziato ad apprezzare veramente il padre solo intorno ai quarant’anni. Pur ammirando Maigret, ha rivelato che non è tra i suoi personaggi preferiti. La neve era sporca è invece la sua opera più amata.

L’organizzazione della retrospettiva ha richiesto un lavoro di preparazione durato dieci anni, durante i quali John Simenon si è dedicato alla catalogazione dell’archivio paterno. In origine, si pensava di organizzare la mostra a Liegi, la città natale di Georges Simenon, ma poi il progetto non è andato in porto.
La mostra occupa uno spazio di 1300 metri quadrati e offre al pubblico un’enorme quantità di materiali: 856 documenti, alcuni dei quali inediti, e 900 fotografie che proiettate su una decina di schermi giganti. L’allestimento è stato curato dallo scenografo Giancarlo Basili, noto per il suo lavoro in pellicole come L’amica geniale, Hammamet e Il caimano.

I tanti interpreti del commissario Maigret

L’opera di Simenon ha superato i confini dei generi letterari anche se rimane fortemente legata al suo personaggio più famoso, il commissario Maigret, che è stato anche al centro di numerose trasposizioni cinematografiche. La prima apparizione di Maigret sul grande schermo risale al 1932, con il film La nuit du carrefour diretto da Jean Renoir, in cui il ruolo del commissario era interpretato da Pierre Renoir. Il prossimo autunno, a conferma della longevità del personaggio, uscirà un nuovo film dal titolo Maigret et le crime de la rue de Bellechasse per la regia di Pascal Bonitzer e l’interpretazione di Denis Podalydès.

John Simenon ha avuto modo di esprimere la sua preferenza per di Pierre Renoir, ritenendola la più fedele al personaggio creato dal padre, ma ha apprezzato anche l’interpretazione di Gérard Depardieu. Gino Cervi, invece, pur essendo stato un indimenticabile Maigret televisivo, non lo ha convinto pienamente a causa del suo accento bolognese. Tuttavia, la profonda amicizia che legava Gino Cervi al padre potrebbe essere all’origine della scelta della location individuata per la mostra su Georges Simenon.

Cosa aspettarsi dalla mostra su Simenon

La mostra di Bologna ripercorre le tappe fondamentali della vita e della carriera dello scrittore belga, a partire dalla sua città natale, Liegi, per poi seguire il suo trasferimento nella Parigi degli anni Venti. Un’altra sezione è dedicata ai viaggi che Simenon intraprese a partire dal 1928 con la sua prima moglie e di cui si conserva ampia traccia nell’album di famiglia. Saranno inoltre esposte numerose fotografie scattate da Simenon durante i suoi reportage. Un capitolo a parte è dedicato al viaggio negli Stati Uniti, dove Simenon conobbe la sua seconda moglie.

In tutto questo, l’Italia occupa un posto speciale nel cuore dei lettori di Simenon, poiché è il Paese al mondo con il maggior numero di suoi estimatori. Il rapporto tra Simenon e l’editoria italiana iniziò nel 1932 con Mondadori, per poi proseguire nel 1984 con Adelphi, grazie all’interessamento di Roberto Calasso, che contribuì a far scoprire Simenon come scrittore a 360 gradi, non solo come autore di gialli, a partire dal romanzo Lettera a mia madre. Anche Adelphi, sotto la guida del direttore Roberto Colajanni, ha collaborato fra l’altro alla realizzazione della mostra.

Informazioni per visitare la mostra su Simenon

La mostra “Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere” sarà aperta al pubblico dal 10 aprile 2025 all’8 febbraio 2026, con i seguenti orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 14:00 alle 20:00; sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 20:00. Il martedì la mostra sarà chiusa. L’ultimo ingresso è previsto un’ora prima della chiusura. Durante il periodo estivo, la mostra sarà chiusa dal 4 al 19 agosto.

Il costo del biglietto intero è di 14 euro, mentre il biglietto ridotto per gli Amici della Cineteca costa 11 euro. Gli studenti universitari possono usufruire di un biglietto ridotto a 7 euro, così come i ragazzi dai 7 ai 17 anni. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni. Il biglietto include anche la visita alla mostra “Prima del cinema la pittura: le opere di Matteo Garrone”. Sono previste riduzioni per i possessori di diverse tessere e abbonamenti.
Sono disponibili visite guidate in italiano, inglese e francese, previa prenotazione. Per le persone con disabilità motoria e sensoriale è disponibile un servizio di accompagnamento ai locali, previa richiesta.

Per orientarsi fra testo e contesto

La mostra bolognese su Simenon è l’occasione per scoprire un’eredità letteraria vastissima, composta da oltre 400 romanzi e numerosi racconti, tradotti in tutto il mondo. Simenon è stato un autore capace di cogliere le sfumature della società del suo tempo, descrivendo con realismo e umanità le vite dei suoi personaggi, spesso figure marginali e tormentate. La sua scrittura è caratterizzata dalla capacità di creare atmosfere suggestive e di rendere palpabile la realtà dei luoghi in cui ambienta le sue storie.

In vista della mostra su Simenon, per chi volesse approfondire le atmosfere cupe e i personaggi tormentati, La neve era sporca è sicuramente uno dei romanzi più intensi e toccanti di Simenon, in cui l’autore esplora il tema della colpa e della redenzione con una profondità psicologica sorprendente. Per chi, invece, vuole leggere o rileggere uno dei tanti romanzi del commissario Maigret, Il pazzo di Bergerac è un classico del genere poliziesco targato Simenon.


Articolo ibrido frutto dell’AI, ma revisionato da un essere umano.(scopri di più)
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